IN PIU’ DI 1000 IN DIFESA DELL’OSPEDALE. CENTINAIA GLI STUDENTI, PATERNO’ SI E’ INCAZZATA SUL SERIO
di Andrea Di Bella
Cosa significa “salute”? Di sicuro qualcosa che non ha a che fare con la politica né col partitismo. Bene, oggi in piazza c’ero anch’io. E passeggiando a colpi di “Presidente alè alè” e altre trovate simpatiche che incitano la folla, si incappava facilmente in stoccate politiche di bassa lega. Merito certo del fatto che oggi, senza un simbolo, o sei tagliato fuori o sei un perdente in partenza. Ma parliamoci chiaro, ridimensionare (e quindi sostanzialmente togliere ossigeno) all’ospedale paternese, operante sul territorio praticamente da sempre, con più di 35mila servizi al pronto soccorso ogni anno e un bacino di utenza stimato in oltre 150mila unità, secondo voi, è da ridimensionare? Suvvìa, si sia seri una volta tanto. Si abbandoni il partito del Cavaliere o quello dell’autonomia (finta, tralaltro), e si inizi a concretizzare.
Cos’è Paternò? cos’è diventata.. bacino di voti? serbatoio di ignoranza da utilizzare ad uso e consumo dei politici di piccolo, medio e lungo corso? Signore e signori, vi presento Paternò. La più grande cittadina dopo il capoluogo catanese per numero di abitanti. E qui, che piaccia o non piaccia, c’è gente che vuol chiudere l’ospedale. E’ chiaro, e bisogna dirselo chiaramente.
Ma di chi stiamo parlando? Diciamoci le cose come stanno e senza paura. La paura è vigliacca e mafiosa. E qui, di paura, non credo bisogna averne. Dire le cose per come sono nella realtà, è salutare per chi scrive, per me, e per chi legge, per voi.
Che sia uno scontro politico aperto è ormai risaputo. Il Presidente della Regione Siciliana e fondatore nonchè segretario federale del Movimento per l’Autonomia Raffaele Lombardo, oppositore del Popolo della Libertà da sempre (anche quando Silvio Berlusconi gli strinse la mano all’atto della chiusura degli accordi elettorali nelle scorse regionali in Sicilia, che lo portarono alla vittoria), vuol surclassare Paternò e i paternesi con una politica di repressione e impoverimento della città. Ma non solo di Paternò. Anche di Ragalna, S.m. di Licodia, Castel di Iudica, parte di Misterbianco, Belpasso, Centuripe e altri centri importanti del catanese che compongono quel 150mila di cui parlavo prima, il potenziale numero di utenti che ha ancora (e si spera possa continuare ad avere) tutti i servizi ospedalieri paternesi a disposizione.
Salterà certamente all’occhio che manca qualcuno. Manca Biancavilla.
Manca Biancavilla perchè, sembra strano (mica tanto) ma è così, ha dato i natali ad un certo dott. Giuseppe Calaciura che, già Direttore Generale dell’Usl di Enna, è attuale Direttore Generale della sanità a Catania. Ed è lui, d’accordo con il Presidente Lombardo (da cui è arrivata alcuni mesi fa la nomina a Direttore Generale dell’Usl3 di Catania), e con l’Assessore Regionale alla Sanità Massimo Russo, anch’esso molto vicino al Presidente della Regione, che è stato preso il provvedimento di ridimensionamento del presidio ospedaliero paternese, tagliando di fatto ortopedia, oculistica e ostetricia. Un forsennato tentativo di spezzare le gambe, seppur politicamente ma non solo, a Paternò e alla sua classe dirigente. E poi Biancavilla perchè i reparti chiusi a Paternò andrebbero trasferiti proprio li, a Biancavilla. E altra parte a Catania.
Oggi ne ho sentiti parlare davvero tanti. Una passerella politica e sociale che da destra a sinistra, passando per gli autonomisti di Lombardo (che non hanno provato vergogna a salire sul palco del corteo questa mattina), ha fatto il pieno di paroloni e applausi. A rappresentare i giovani paternesi che hanno manifestato e protestato contro questo tentativo scellerato son salito sul palco proprio io, smagrito, stanco e senza voce dalle urla e dalla caciara del corteo conclusosi proprio sotto al palco allestito nello spiazzale antistante il SS. Savatore di Paternò. Ho parlato anch’io guardando occhi negli occhi quei paternesi stanchi che non hanno più voglia di favole, che desiderano con tutto il cuore che le tante balle raccontate in campagna elettorale si trasformino in realtà. Una Paternò stanca di vivere in mezzo alle immondizie due volte l’anno, stanca di una vita ricreativa cittadina ridotta all’osso, e stanca anche adesso dei soprusi alla salute e alla dignità dei cittadini. Una mera lotta politica dalla quale sono sempre e comunque i cittadini ad uscirne distrutti.
Gli studenti erano in centinaia, oggi. E senza alcuna pubblicità di massa. Soprattutto merito di un Liceo Scientifico che ha partecipato significativamente alla manifestazione. Le associazioni, le “italie giovani”, oltre che ai politici, hanno fatto anch’esse la loro passerella televisiva ai telegiornali, portando in piazza solo i “capi”, e manco quelli. Un dispiacere personale più che collettivo. Vicinanza e ammirazione, invece, giunge ai portavoce e a quegli esponenti dell’associazione Il Confronto, che forti e compatti hanno sostenuto e aiutato i Rappresentanti degli Istituti superiori nel coordinamento dei cortei studenteschi. Anche se, e permettetemelo, avrei preferito assistere anche ai loro cortei.
Riflettere e pensare. Questo c’è da fare. E che lo facciano i politici tutti, prima di ogni altro. Dopo lo facciano i cittadini, e che si concentrino meglio dentro la prossima urna elettorale. Adesso, Paternò s’è incazzata sul serio.